PORRECA Gerardo - Prevenzione e Sicurezza sul Lavoro
Quesiti sul D. Lgs. 81/2008 e sul D. Lgs. 106/2009.
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Le risposte ai quesiti sono espressione di pareri strettamente personali.
Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
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Sull'applicazione del Titolo IV relativo ai cantieri temporanei o mobili
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Dalla lettura di alcuni approfondimenti pubblicati sul vostro sito e del contenuto di alcune linee guida di aziende USL, di Ordini e Collegi professionali, di costruttori, di Comuni, ecc. ho notato che non c'è una uniformità di interpretazione per quanto riguarda le condizioni per cui sussiste l’obbligo della nomina del CSP. In particolare nel caso in cui trattasi di cantiere privato soggetto a permesso di costruire non è chiaro se tale obbligo sussiste solo se l'importo è > € 100.000 o se sussiste anche nel caso in cui l’importo dei lavori è < 100.000 euro. Quale è l’interpretazione corretta? |
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Per alcuni lavori di ristrutturazione di un piccolo fabbricato affidati ad una sola impresa per i quali il committente non ha nominato il coordinatore in fase di progettazione e non ha fatto redigere il PSC l'organo di vigilanza nel corso di una ispezione in cantiere ha chiesta l'esibizione del piano operativo di sicurezza (POS). E' tenuto l'imprenditore in assenza di un coordinatore e di un PSC a redigere tale documento considerata anche la modesta entità dei lavori? |
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In un cantiere temporaneo e mobile, qualora sia accertata l'interferenza tra due o più imprese operanti nello stesso sito, è obbligatorio il coordinamento tra i DDL con la redazione contemporanea del PSC (introdotto nel 1997) e del DUVRI (introdotto nel T.U. del 2008) o di uno solo dei due ed in tal caso, quale? Che differenza esiste tra PSC e DUVRI, trattandosi di due documenti che riguardano entrambi sostanzialmente il coordinamento e pertanto anche le interferenze? Il DUVRI sostituisce il PSC? |
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Un'impresa familiare che opera in un cantiere è tenuta quindi a redigere il POS in quanto impresa esecutrice e/o affidataria oppure, così come previsto dall'art. 21 comma 1 lettera c), si limita a munirsi della tessera di riconoscimento in quanto equiparato ad un lavoratore autonomo? |
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In merito all'obbligo di redigere il POS da parte delle imprese di forniture di materiali nei cantieri temporanei o mobili si chiede un chiarimento su quanto sostenuto nella risposta al quesito n. 105. Il Testo Unico non dice con l'art. 26 comma 3-bis, così come modificato dal decreto correttivo, che l’obbligo di cui al comma 3 (redazione DUVRI) non si applica ai servizi di natura intellettuale, alle mere forniture di materiali o attrezzature, nonché ai lavori o servizi la cui durata non sia superiore ai due giorni? Che si intende poi per mera fornitura? |
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Ma come è possibile che per demolire un muro che unisce due appartamenti poiché è prevista la presenza di più di 1 impresa (edile ed elettricista) si debba fare il PSC? Si impiega più tempo, fatica, carta, persone e denaro nella sicurezza che nella esecuzione delle opere. Se si deve installare un citofono in un condominio e ci sono 2 imprese ci vuole il PSC? Mi pare di aver capito che in alcuni casi si può evitare di nominare il CSP ma poi deve fare comunque tutto il CSE. E' così? |
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Un'impresa fornitrice, quale ad esempio un impresa di fornitura, trasporto e getto di calcestruzzo con ausilio di autopompa, o un'impresa che fornisce e trasporta sul posto dei travetti precompressi per solaio, deve redigere il POS ? |
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Un
committente vuole affidare dei lavori ad un lavoratore autonomo, il quale
afferma che in seguito, nel succedersi delle fasi di lavoro, subappalterà ad
altre imprese e lavoratori autonomi gli scavi e le opere di carpenteria. |
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Sto
svolgendo il ruolo di coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione
per un lavoro privato dove il titolare dell'impresa esecutrice è mio
padre. |
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Nella
risposta al quesito n. 87 è scritto "Il responsabile dei lavori, secondo
quanto previsto dallo schema di decreto correttivo del D. Lgs. n. 81/2008,
potrà essere individuato, in alternativa al progettista ed al direttore dei
lavori, così come ora stabilito, anche nel coordinatore in fase di
progettazione o nel coordinatore in fase di esecuzione". |
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Nell'articolo 90, comma 11 del D. Lgs. n. 81/2008 modificato dal D. Lgs. n. 106/2009 le parole “…e comunque…” stanno ad intendere che vi deve essere la compresenza di “lavori privati non soggetti a costruire e di importo inferiore ad euro 100.000” oppure basta che vi sia la sola condizione dell’importo inferiore ad euro 100.000 per non rientrare nell’obbligo di designazione del CSP?
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In virtù delle correzioni al T.U. in materia di sicurezza introdotte dal D. Lgs 106/2009, cosa cambia nel caso di lavori edili o di ingegneria civile eseguiti da una sola ditta ma con intervento superiore ai 200 uomini giorno rispetto a quanto imposto dal D. Lgs 81/2008? |
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In
base all'art. 90 comma 11 del D. Lgs. n. 81/2008 per lavori privati
eseguiti con D.I.A. (nel mio caso si tratta di una ristrutturazione di una
facciata di un condominio) non c'era più l'obbligo da parte del committente
di nominare il coordinatore in fase di progettazione e le sue funzioni
venivano assolte dal coordinatore in fase di esecuzione. Cosa è cambiato
adesso con il D. Lgs. n. 106/2009? Il committente inoltre deve sempre
inviare la notifica preliminare presso Ispettorato ed alla ASL? |
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1° quesito il Direttore dei Lavori mi dice che non vuole essere inserito nel PSC come Responsabile dei Lavori ed è la prima volta che questo mi capita. Essendo l’indicazione di questa figura richiesta nella compilazione della notifica preliminare può il committente (nel caso particolare è un amministratore di condominio) ricoprire in prima persona questa carica o è obbligato a nominare una persona diversa?
2° quesito
Il Committente deve per forza nominare
come Responsabile dei Lavori il Direttore dei Lavori o può rivolgersi ad un
altro Tecnico di fiducia anche esterno a tutti gli altri incarichi di quello
specifico cantiere? Che deve fare il committente nel caso in cui il
direttore dei lavori non vuole assumere tale incarico? |
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Ho letto il commento fatto su di una sentenza della Corte di Cassazione dal quale emerge che la stessa ha condannato un committente per non aver nominato un coordinatore per controllare due autonomi operanti in un cantiere uno dei quali è rimasto vittima di un infortunio sul lavoro mortale. Il coordinamento dei lavoratori autonomi non può che farmi piacere, visto che gli stessi spesso sono coloro che creano problemi nella gestione della sicurezza, ma mi pare di avere letto che l’obbligo della nomina dei coordinatori dipende dalla presenza, contemporanea o successiva, di 2 o più imprese (e non ricordo che vengano citati gli autonomi). Come si conciliano le cose? |
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Il proprietario di un fabbricato di cinque piani ha affittato due piani ad un inquilino per destinazione uffici e gli altri tre ad un altro inquilino. Le parti comuni e cioè le scale rimangono in gestione del proprietario così come pure il piano terra adibito a magazzino. I due inquilini devono eseguire dei lavori di ristrutturazione Che tipo di piano di sicurezza deve fare il proprietario oppure i piani di sicurezza sono di competenza ciascuno dei singoli inquilini? E in questo caso chi fa i POS? |
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Gli amministratori di condominio svolgono la loro attività assumendosi le
responsabilità quali legali rappresentanti, a tutti gli effetti, del
condominio stesso. |
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Ho
partecipato ad alcuni convegni sulla applicazione del D. Lgs n. 81/2008 ed
ho riscontrato delle discordanze sulla nomina del responsabile dei lavori. |
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Nel caso di un cantiere in cui è prevista la presenza di un’unica impresa per l’effettuazione di lavori di entità inferiore a 200 uomini-giorno ma in presenza di rischi di caduta dall’alto il committente che non ha l’obbligo di nominare il Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione è tenuto comunque a nominare Coordinatore della Sicurezza in fase di esecuzione? Il committente deve comunque notificare il cantiere agli organismi competenti, redigere il PIMUS e far redigere dall’impresa appaltatrice il POS? |
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Sono il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione in materia di
sicurezza ai sensi del D. Lgs. n. 494/1996 per un cantiere edile che è in
fase conclusiva in quanto non è più presente nello stesso personale né
dell’impresa principale né delle imprese subappaltatrici ad eccezione del
responsabile del cantiere dell’impresa affidataria (rimangono le baracche,
depositi, uffici, bagni e materiale vario). |
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Non ho trovato nel D. Lgs. n. 81/08 l'indicazione di una data d'inizio dell'applicabilità del testo per quanto riguarda i cantieri temporanei o mobili. Quindi si chiede se le disposizioni del Testo Unico si applicano anche ai cantieri attualmente in essere ed iniziati prima del 15 maggio 2008 e, ad esempio, alla eventuale nomina del progettista o del direttore dei lavori come responsabile dei lavori. |
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Nell'allegato XV del D. Lgs. 81/08 al punto 2.3.1 vi è scritto "Il
coordinatore per la progettazione effettua l'analisi delle
interferenze tra le lavorazioni, anche quando sono dovute alle
lavorazioni di una stessa impresa esecutrice......" e quindi
in base
all'articolo citato, anche in presenza in cantiere di più ditte si
impone che vengano valutate anche le interferenze scaturibili da
lavorazioni all'interno della stessa ditta. |
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Il Ministero del Lavoro in una propria circolare ha escluso che le aziende fornitrici di calcestruzzo ed in genere di altri materiali a piè d'opera debbano redigere il POS. Cosa è cambiato ora con il D. Lgs. n. 81/2008. Ci sono nuove disposizioni alle quali attenersi? Cosa deve fare in questi casi il CSE? |
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Nel caso che in un cantiere sono in corso dei lavori di breve durata e che richiedono solo la D.I.A. e nel caso che nello stesso operano, chiamati dal committente, solo due lavoratori autonomi contemporaneamente si applicano gli obblighi di cui al D. Lgs. 81/2008 e se sì quali? |
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E’ possibile nel caso di lavori in un cantiere edile assommare gli incarichi di responsabile dei lavori, di progettista, di direttore dei lavori e di coordinatore in fase di esecuzione? |
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C’è l’obbligo da parte del lavoratore autonomo di redigere il piano operativo di sicurezza (POS) nei cantieri temporanei o mobili? |
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Il responsabile dei lavori deve coincidere per definizione (art. 89 lettera c) del D. Lgs. n. 81/2008) con il progettista delle opere e/o con il direttore dei lavori ma tale coincidenza è automatica o è legata ad un incarico del committente? Nella definizione non viene detto "se necessario" o " se...." per cui la designazione sembrerebbe perentoria. |
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L’art. 18 lett. u) prescrive l’obbligo per il datore di lavoro di munire i
lavoratori di apposita tessera di riconoscimento con corrispondente sanzione
di cui all’art. 55. |
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In un cantiere è previsto l’intervento di una impresa che provvederà alla rimozione delle travi in legno e delle tegole esistenti e quindi il proprietario concluderà i lavori (in economia mediante proprio personale) consistenti nella installazione delle ringhiere metalliche e nella finitura del solaio (massetto, isolante, pavimento) con un intervento < 200 u.g. ed eseguibile tramite DIA. Quali obblighi ci sono in base al nuovo Testo Unico, di fare la notifica, di nominare il coordinatore per la progettazione e per l’esecuzione, di redigere il PSC ed il fascicolo, di fare il POS? |
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Per una ristrutturazione della copertura di un edificio di due piani che si può effettuare con D.I.A. e che prevede la presenza di più di 200 u.g. cosa deve fare il committente con il nuovo Testo Unico per quanto riguarda la nomina dei coordinatori? Cosa è cambiato rispetto a prima? |
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Non sono riuscito ad identificare nel Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza la sanzione amministrativa da applicare nel caso in cui si violi l'attuale art. 99 (ex art. 11) del D. Lgs. 81/2008 che nel D. Lgs. 494/1996 era sanzionato con l'art. 20 comma 1 lettera c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da £ 1.000.000 a £ 6.000.000. |
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Per la ristrutturazione di un appartamento privato per la quale è richiesta la DIA e da affidare ad un'unica impresa devo nominare il coordinatore e far redigere il piano di sicurezza e devo richiedere all'impresa il POS? E nel caso invece di realizzazione di un'opera privata per la quale è richiesto il permesso di costruire e da affidare sempre ad un'unica impresa cosa cambia? Il Testo Unico non è chiaro a proposito. |
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Dalla lettura del nuovo testo unico sulla sicurezza sembrerebbe che la nomina del CSP e del CSE sia un obbligo solo nel caso di lavori effettuati da più imprese e subordinati al solo permesso di costruire (ex concessione edilizia); risulterebbero, pertanto, non soggetti a tale obbligo tutti i lavori di manutenzione straordinaria (es. rifacimento facciate o tetti) in quanto trattasi di lavori subordinati a D.I.A. (ex autorizzazione edilizia) pur nell'ipotesi che tali lavori debbano essere svolti da più imprese. E' corretta tale interpretazione? |
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Sono un operatore di
un organo di vigilanza e le chiedo che tipo di sanzione bisogna comminare al
datore di lavoro che non redige il POS, quella relativa all'art. 17 comma 1
lett. a) del D. Lgs. 81/08 (Testo Unico) o quella
relativa all'art. 96 comma 1 lettera g) dello stesso decreto?
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Formulo un quesito in merito al D. lgs. 81/08 riguardante in particolare
l'art 89 comma 1 lettera c) secondo il quale il Responsabile dei lavori
"coincide con il progettista per la fase di progettazione dell'opera e con
il Direttore dei lavori per la fase di esecuzione dell'opera". Vengono
esclusi da questa biunivocità i lavori pubblici, per i quali il Responsabile
dei lavori coincide con il Responsabile unico del procedimento. |
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Con riferimento alla incompatibilità fissata dalla lettera f) dell'art. 89 del Testo Unico fra il coordinatore in fase di esecuzione e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione di una impresa esecutrice tutti gli incarichi di CSE in corso al 15 maggio 2008 saranno comunque considerati incompatibili con l’incarico di RSPP oppure a partire dalla stessa data? |
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La lettera f) dell'art. 89 del Testo Unico recita che il CSE non può
essere RSPP della/e impresa/e esecutrici dei lavori in cantiere. |
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| Sull'applicazione del D. Lgs. n. 758/1994 e sul sistema sanzionatorio |
(115) QUESITO SULL'ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI PRESCRIZIONE EX D. LGS. N. 758/1994 PER CONTRAVVENZIONI A NORME DI LEGGE IN MATERIA DI TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUL LAVORO ABROGATE DAL D. LGS. N. 81/2008. Nel corso
degli accertamenti svolti per un infortunio avvenuto nel 2007 venivano
riscontrate violazioni di norme antinfortunistiche ma le indagini si sono
poi protratte e sono state concluse solo nel mese di dicembre 2009. |
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Un lavoratore denuncia, a rapporto di lavoro ormai interrotto da più di un anno, che non gli sono stati forniti i dispositivi di protezione individuale, che non gli è stata impartita la formazione e che non gli è stata fatta la visita medica preventiva. Dalle verifiche documentali risultano fondate tali violazioni. E' applicabile in tal caso la procedura 758/94 in modalità “ora per allora” o è necessario segnalare il reato alla A. G. perchè non sanabile? Esiste qualche sentenza della cassazione in proposito? |
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Tra le
molteplici modifiche apportate al testo originario del D. Lgs. n. 81/2008 il D.
Lgs. n. 106 del 3/8/2009 contenente “Disposizioni integrative e
correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” ha previsto
la riduzione degli importi delle sanzioni. |
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Sono un funzionario ispettivo e voglio porre un quesito in merito alla applicazione del D. Lgs. n. 758/1994 sul nuovo sistema sanzionatorio in materia di salute e di sicurezza sul lavoro. Un datore di lavoro dopo un ispezione e dopo avere avuta la comunicazione relativa alle prescrizioni impartite decide di chiudere la propria attività. A questo punto si ammette il datore di lavoro al pagamento dell'ammenda ridotta oppure si da comunicazione alla Procura della Repubblica del mancato adempimento alle prescrizioni impartite? La chiusura dell'attività può essere vista come cessazione della situazione di pericolo oppure la contravvenzione si estingue, così come recita l'art. 24 del D. Lgs 758/94 al comma 1, solo nel caso in cui il contravventore adempie alla prescrizione impartita dall'organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede altresì al pagamento della sanzione ridotta? Per la risposta Clicca qui Torna su |
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La mancanza della data certa sul documento di valutazione dei rischi è sanzionabile? L'art. 55 comma 1 parla di omissione della valutazione dei rischi e non fa riferimento al comma 2 dell'art. 28. Se l'organo di vigilanza durante una ispezione condotta dopo il 16 maggio 2009 trova un DVR datato 28 dicembre 2008 senza data certa può sanzionare il datore di lavoro per l'assenza di tale data. A quale sanzione, inoltre, va incontro un datore di lavoro che non ha provveduto ad effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato entro il 16 maggio 2009? |
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Visto che gli articoli 36 e 37 del D.P.R. 547/1955 sono stati abrogati con l' entrata in vigore del D. Lgs n. 81/2008, come si sanziona ora una azienda la quale è sprovvista del certificato prevenzione incendi? (l'azienda in questione è una conceria di pelli). Nel marasma più completo di abrogazioni, modifiche e sostituzioni di leggi non si capisce che cosa contestare.
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Da una lettura accurata del T.U. non risulterebbe essere assistita da provvedimento sanzionatorio, in capo al datore di lavoro (tale sanzione adesso è solo a carico del preposto), la specifica norma di cui all’art. 18 lett. f) che richiede al datore di lavoro di far osservare ,ai propri dipendenti l’utilizzo dei DPI. E' legittimo, in assenza della figura del preposto, ritenere responsabile per tale inadempienza il datore di lavoro considerato che la previgente normativa ex art. 4 lett. c e art. 389 lett. c del DPR 547/55 prevedeva la relativa sanzione a carico di entrambi i soggetti . |
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Per le violazioni agli articoli contenuti nel Titolo III del D. Lgs. n. 81/2008 relativo ai DPI non sono espressamente previste penalità. Per esse non si può applicare l'art. 18, comma 1, lettera d) dello stesso decreto che è punito all'art. 55, comma 4, lettera b) con l'arresto da 3 a 6 mesi o con l'ammenda da 2000 a 5000 euro? |
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L'art. 80 contenuto nel Titolo III
Capo III del Testo Unico impone al datore di lavoro le misure necessarie affinché gli
impianti elettrici siano costruiti, installati, utilizzati e mantenuti in
modo da salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica e
in particolare dai contatti diretti e indiretti e altri. |
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Per la mancata formazione dei lavoratori e del RLS prevista dall'art. 37 del D. Lgs. 81/08 è possibile emettere prescrizione oppure si deve attendere l'accordo Stato Regioni che fisserà le modalità e la durata dei corsi? Non c'è una sovrapposizione do obblighi fra gli artt. 36 e 37 e l’art. 18 comma 1) lettera l? |
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Non sono riuscito ad identificare nel Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza la sanzione amministrativa da applicare nel caso in cui si violi l'attuale art. 99 (ex art. 11) del D. Lgs. 81/2008 che nel D. Lgs. 494/1996 era sanzionato con l'art. 20 comma 1 lettera c) con la sanzione amministrativa pecuniaria da £ 1.000.000 a £ 6.000.000. |
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Nel caso di una macchina marcata CE sulla quale viene riscontrata l’assenza di più requisiti essenziali di sicurezza previsti dal D.P.R. n. 459/1996 va applicata in base al nuovo Testo Unico un’unica contravvenzione e quindi un’unica prescrizione o una contravvenzione per ogni singolo RES risultato mancante? |
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Sono un operatore di
un organo di vigilanza e le chiedo che tipo di sanzione bisogna comminare al
datore di lavoro che non redige il POS, quella relativa all'art. 17 comma 1
lett. a) del D. Lgs. 81/08 (Testo Unico) o quella
relativa all'art. 96 comma 1 lettera g) dello stesso decreto?
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| Sulla valutazione dei rischi, sulla redazione del DVR e del DUVRI e sull'autocertificazione |
(114) QUESITO SULL'ESONERO DALLA REDAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI INTERFERENZIALI DUVRI PER ATTIVITA' LAVORATIVE INFERIORI AI DUE GIORNI. Il Decreto n. 106/2009, tra le altre modifiche apportate, ha sancito la non obbligatorietà della redazione del DUVRI in forma “estesa”, pur conservando la necessità di verifica delle capacità tecniche delle Imprese esterne, per alcune tipologie di prestazione tra cui quelle di durata inferiore a 2 giorni. Non è chiaro se questi due giorni siano consecutivi, una tantum o altro. Ad esempio un’impresa di pulizia che a cadenza fissa, per esempio settimanalmente, svolge la propria attività per due ore presso i locali di una azienda rientra fra quelle soggette all’obbligo di redazione del DUVRI? |
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Il
quesito che vorrei porre è relativo alle cosiddette “micro
aziende” quali ad esempio le aziende con un solo dipendente.
Vorrei sapere in particolare se anche in tali aziende con
un solo dipendente è previsto che venga nominato ugualmente il
RLS considerato che in tal caso il lavoratore in questione si
troverebbe a rappresentare se stesso. |
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Volevo porre un quesito in ordine alla redazione del documento di valutazione dei rischi (DVR) per un negozio di abbigliamento dove lavora solo la titolare e soltanto nel periodo natalizio viene assunta una ragazza a part-time. E' necessario farlo? E se no che tipo di documentazione bisogna produrre per giustificare la non redazione del DVR? |
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In
questo periodo si riscontra una notevole confusione oltre che ad una
speculazione riguardo all’obbligo di redazione del DVR e del DUVRI da parte
dei condomini anche senza portiere. Come sta la questione? Vanno sempre
redatti tali documenti? Ed ancora, sarebbe possibile aggirare la redazione
del DUVRI tramite un regolamento interno che impedisca più operazioni di
manutenzione contemporaneamente? |
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Con la presente vorrei porre una domanda
relativa alla risoluzione delle interferenze in ambito lavorativo. |
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Desidererei
conoscere se una ditta che ha oltre 100 piccole filiali con un massimo di
circa 10 unità in tutta Italia oltre alla sede centrale con 300 dipendenti
è obbligata ad elaborare oltre 100 DVR o è sufficiente effettuare un solo
DVR. |
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L’oggetto della domanda è l’autovalutazione dei rischi che può essere fatta
nelle microaziende. Quale è l'importanza di tale autovalutazione e cosa mi
fa capire che ho valutato i rischi in azienda? In realtà il DVR dovrebbe
essere fatto per tutte la aziende, o mi sbaglio? Per dichiarare inoltre di
aver fatto tale autovalutazione dei rischi esistono modelli prestampati? |
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Una ditta già in possesso del DVR redatto ai sensi della 626/94 è tenuta comunque ad aggiornarlo secondo le disposizioni di cui al T.U. entro il 31/12/2008, tenuto conto che la vecchia valutazione non abbisogna di aggiornamenti ed è provvista di data certa? |
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Nel caso di una azienda con meno di 30 lavoratori può il datore di lavoro delegare lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione ed in tal caso il delegato deve frequentare il corso per datori di lavoro (da 16 a 48 ore) oppure il corso per RSPP relativo al macrosettore ATECO di appartenenza? Può la valutazione dei rischi essere effettuata dal delegato? |
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Il termine di entrata in vigore delle nuove disposizioni sulla valutazione dei rischi e sulla redazione del relativo documento di valutazione dei rischi previsto dal Testo Unico e stato prorogato al 01/01/2009. Tale proroga vale esclusivamente per il DVR o anche per il POS? |
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Dovendo elaborare in
qualità di consulente il documento di valutazione dei rischi (DVR) per una
azienda che opera in settori diversi quello delle pulizie e quello dei
lavori stradali, devo redigere un unico documento o due separati? |
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Le imprese con meno di 10 addetti oggi possono secondo il D. Lgs. 81/08 autocertificare la valutazione dei rischi mentre quelle con numero di addetti compreso tra 11 e 50 devono redigere il D.V.R. Con l'entrata in vigore del D. Lgs. 81/08, le imprese fino a 50 addetti potranno adottare per la valutazione dei rischi le procedure standardizzate. Il riferimento contenuto nel comma 7 dell’art. 29 non deve essere indirizzato al comma 5 anziché al comma 6? |
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Una azienda che ha effettuato la valutazione dei rischi ai sensi del D. Lgs 626/94 entro il 15/05/2008 (data di entrata in vigore del testo unico sulla sicurezza), cosa deve fare entro novanta giorni dalla pubblicazione del testo unico per trovarsi in regola con la normativa una volta che è pienamente in vigore il testo unico? E se una azienda deve effettuare la valutazione dei rischi oggi 13/6/2008 (entro novanta giorni dalla pubblicazione del testo unico) è tenuta a farla seguendo le disposizioni dell'art. 17, comma 1, lettera a e quelle dell'art. 28 del Testo Unico? |
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| Sulla nomina e sulla attività del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza |
Il
quesito che vorrei porre è relativo alle cosiddette “micro
aziende” quali ad esempio le aziende con un solo dipendente.
Vorrei sapere in particolare se anche in tali aziende con
un solo dipendente è previsto che venga nominato ugualmente il
RLS considerato che in tal caso il lavoratore in questione si
troverebbe a rappresentare se stesso. |
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Per ricoprire la funzione di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è necessario il possesso di un diploma di scuola media superiore? In una impresa costituita da un titolare da suo figlio e da suo nipote dipendenti dallo stesso può essere uno di questi due il RLS o esiste una incompatibilità? |
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C'è bisogno di nominare il RLS anche in caso di ditte in cui è presente un
solo dipendente? |
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Sono RSPP in
una realtà i cui dipendenti sono stati per la maggior parte assunti con contratti
atipici. E' possibile eleggere come RLS una persona assunta con
un contratto a tempo determinato oppure RLS deve essere un dipendente
con contratto a tempo indeterminato? |
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Per aziende con meno di
15 lavoratori, il RLS può essere eletto internamente dai lavoratori oppure,
nel caso in cui questi rinuncino, ci si può avvalere di un RLS Territoriale.
Capita spesso di trovare aziende che vogliono effettivamente avvalersi
proprio di un RLST. Purtroppo però né a livello provinciale né a
livello e regionale esiste ancora questa figura. Come ci si regola in tal
caso? Il ruolo rimane vacante fino a individuazione di RLST da parte degli
enti competenti oppure c’è un’altra modalità da seguire?
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Sulla
formazione dei lavoratori e dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza |
Alcuni ispettori di un organo di vigilanza durante una
visita presso la mia azienda hanno sanzionato la mancata formazione dei
lavoratori e del rappresentante dei lavoratori in quanto la stessa non è
stata effettuata con la collaborazione dell'organismo paritetico. E'
regolare tutto ciò? |
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L'art. 37 del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro stabilisce circa la
formazione di aggiornamento per i rappresentanti dei lavoratori per la
sicurezza che che la durata dei corsi non può essere inferiore alle 4 ore
annue per le imprese che occupano da 15 a 50 lavoratori e ad 8 ore
annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori. Che significa questo
che per le aziende con meno di 5 lavoratori non esiste l'obbligo di
aggiornamento per i RLS? |
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Quali sono i contenuti del corso di formazione del RLS? Questi corsi possono essere organizzati anche da società private per la formazione o solo da organismi paritetici? E' obbligatorio la frequenza a tali corsi visto che gli articoli che riguardano la formazione dei RLS (36 e 37) dicono che i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza hanno diritto ad una formazione particolare? |
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Un ispettore ha sanzionato una cooperativa che si occupa di pulizie industriali presso la quale è stato tenuto un corso di formazione per lavoratori sul D. Lgs. n. 81/2008 e sui rischi specifici nel settore delle pulizie. La motivazione della sanzione è stata che la formazione dei lavoratori non è avvenuta con la partecipazione degli organismi paritetici. E' possibile che tutte le volte che un datore di lavoro vuole fare formazione ai suoi lavoratori deve farlo con gli organismi paritetici? |
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Secondo il D. Lgs. n. 81/08 rimane valida la formazione sostenuta da datori di lavoro secondo il D. M. 16/01/1997 e per gli RLS invece sono stati esplicitamente specificati sia i tempi che i contenuti della formazione. Questi corsi di formazione possono essere tenuti semplicemente da un libero professionista? |
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Per la mancata formazione dei lavoratori e del RLS prevista dall'art. 37 del
D. Lgs. 81/08 è possibile emettere prescrizione oppure si deve attendere
l'accordo Stato Regioni che fisserà le modalità e la durata dei corsi? Non
c'è una sovrapposizione do obblighi fra gli artt. 36 e 37 e l’art. 18 comma
1) lettera l? |
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Sulla
comunicazione all'INAIL del nominativo del rappresentante dei lavoratori per
la sicurezza |
L'obbligo della comunicazione all'INAIL del rappresentante dei lavoratori vale solo per il RLS aziendale o anche per il RLS territoriale? |
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Entro il 16 maggio 2009 ogni azienda deve comunicare all’INAIL su apposito modulo predisposto il nominativo al 31/12/2008 del RLS. Ma se non è stato designato si deve comunque comunicare la non designazione e se si in che modo? Se poi non è stato designato il T.U. recita che in ogni caso si deve adottare il RLST versando una cifra in un fondo istituito presso l’INAIL. Se ne ha notizia? |
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Sullo
svolgimento diretto dei compiti del SPP, di primo soccorso e di prevenzione
incendi
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1° QUESITO Leggendo l’art. 34 c. 1 e c. 1-bis del D. Lgs. n. 81/2008 sul Testo Unico in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, così come modificato dal decreto correttivo di cui al D. Lgs. n. 106/2009 viene da rivolgere la seguente domanda: può il DDL di un impresa o unità produttiva con più di 5 lavoratori svolgere direttamente le funzioni di addetto alle emergenze antincendio-evacuazione e primo soccorso, fermo restando lo svolgimento della formazione di cui al c. 2 bis dello stesso articolo, o per poter svolgere tali compiti deve anche svolgere la funzione di RSPP?
2° QUESITO
E’ possibile da parte di un datore di lavoro svolgere direttamente l'attività di addetto al primo soccorso e antincendio nelle aziende con più di 5 dipendenti?
3° QUESITO
In virtù dell’inserimento del comma 1 bis nell’art 34 del D. Lgs. n. 81/2008, è preclusa al datore di lavoro di un’azienda che occupa più di 5 lavoratori, la facoltà di svolgere direttamente i compiti di addetto all’antincendio e primo soccorso? Se questo compito fosse precluso, si devono adeguare anche le aziende (con oltre 5 lavoratori) nel cui ambito è tuttora il datore di lavoro a svolgere le funzioni di addetto antincendio e di primo soccorso?
4° QUESITO
Nell’art. 34 così come modificato dal D. Lgs. n. 106/2009 si parla di svolgimento diretto dei compiti dell’RSPP nelle aziende fino a 5 lavoratori: “-1 bis. Salvo che nei casi di cui all’articolo 31, comma 6, nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche in caso di affidamento dell’incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione a persone interne all’azienda o all’unità produttiva o a servizi esterni così come previsto all’articolo 31, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui al comma 2-bis”. Cosa significa questo? Nelle aziende con più di 5 lavoratori il datore di lavoro può svolgere o no direttamente il compito di RSPP e contemporaneamente di primo soccorso e antincendio, come previsto dall’allegato 2 del decreto 81/08?
5° QUESITO
Il comma 2-bis dell’art. 34 del D. Lgs. n. 81/2008 così come modificato dal D. Lgs. n. 106/2009 (che prevede la frequentazione da parte del Datore di Lavoro ai corsi di primo soccorso e di antincendio) fa esplicito riferimento al "datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di cui al comma 1-bis" (che si riferisce ad aziende fino a 5 lavoratori in cui il Datore di Lavoro NON E' RSPP), per cui chiedo: nei casi di cui al comma 1, il Datore di Lavoro che è RSPP (e ha quindi svolto il corso di 16 ore ai sensi del DM 16/01/1997) può non frequentare i corsi di cui al DM 10/03/98 e DM 388/2003?
6° QUESITO
Perché si sostiene che la formazione
antincendio e di primo soccorso nei casi esposti nel quesito n. 91 sia
obbligatoria per il datore di lavoro quando lo stesso decreto correttivo n.
106/2009 usa il verbo "può" frequentare e non "deve" frequentare? |
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Il Datore di Lavoro che ha frequentato il corso di
formazione RSPP 195/03 (modulo A B C) può svolgere i compiti di RSPP
nell'azienda da lui rappresentata ove sono occupate più di 30 unità
lavorative? |
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| Sulla formazione dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti |
Quale novità ha introdotto il D. Lgs. n. 106/2009 in merito alla formazione dei datori di lavoro che intendono svolgere direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione? Deve svolgere la formazione in materia di primo soccorso ed antincendio o tale obbligo si deve ritenere ancora adempiuto con la frequenza del corso delle 16 ore di cui al D. M. 16/1/1997? |
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In merito all'art. 37 comma 7 del
D. Lgs. n. 81/2008 così come modificato con il D. Lgs. n. 106/2009 che così
recita: “I
dirigenti e i preposti
ricevono a cura del datore di lavoro un'adeguata e
specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri
compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro” si formulano i seguenti quesiti: |
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Con riferimento alla risposta al quesito n. 43 e relativo alla formazione dei datori di lavoro nel caso di svolgimento diretto del servizio di prevenzione e protezione si chiede un chiarimento in merito alla affermazione fatta nella stessa secondo la quale tali datori di lavoro debbano comunque frequentare il corso di primo soccorso e quello antincendio. D’accordo sulla frequenza del corso di primo soccorso si è potuto raccogliere invece da più parti varie indicazioni secondo le quali con la frequenza del corso delle 16 ore si ritiene ottemperata anche quella del corso antincendio. E’ così? |
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Secondo il D. Lgs. n. 81/08 rimane valida la formazione sostenuta da datori di lavoro secondo il D. M. 16/01/1997 e per gli RLS invece sono stati esplicitamente specificati sia i tempi che i contenuti della formazione. Questi corsi di formazione possono essere tenuti semplicemente da un libero professionista? |
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Ha validità un corso di 16 ore frequentato da un datore di lavoro che ha deciso di optare per lo svolgimento diretto dei compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione successivamente al 15/5//2008, data di entrata in vigore del Testo Unico, e svolto secondo i contenuti e le modalità di cui all'art. 3 del D. M. 16/01/1997? |
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Fra i datori di lavoro che svolgono direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione chi deve fare il corso di formazione per intero e chi invece deve fare solo l'aggiornamento? E di quante ore deve essere il corso di aggiornamento? Si parla di 4 o 8 ore. |
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Quale
è la novità introdotta dal Testo Unico di cui al D. Lgs. n. 81/2008 sulla
formazione dei datori di lavoro che intendono svolgere direttamente i
compiti del servizio di prevenzione e protezione? Chi ha usufruito
dell’esonero dalla frequenza del corso per aver comunicato all’organo di
vigilanza la sua facoltà entro il 31/12/1996 può ancora usufruire di tale
esonero? E che novità c’è per il datore di lavoro che vuole svolgere i
compiti di addetto al Pronto Soccorso ed antincendio? |
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In mancanza di uno specifico decreto attuativo ed in considerazione delle precise mansioni che il D. Lgs. n. 81/2008 gli ha voluto attribuire all'interno della organizzazione aziendale con l'art. 19, quale potrebbe essere il percorso formativo da destinare alla figura del preposto in maniera tale da desumere che il datore di lavoro abbia assolto ai doveri del caso così come stabiliti dal decreto medesimo? |
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Dovendo
assumere come datore di lavoro il compito di RSPP devo presentare un
regolare attestato ai sensi dell'art. 10 del D. Lgs 626/94 con data
precedente al 15/05/2008? |
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Sulla
delega di funzioni |
La delega di funzioni in materia di
salute e sicurezza sul lavoro conferita ad un direttore di stabilimento va comunicata
dopo la sua accettazione a qualche ente
o istituto? |
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Sulla
verifica tecnico-professionale delle ditte appaltatrici e subappaltatrici
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Un datore di lavoro, che non opera in campo edile, deve richiedere il DURC alle imprese a cui affida lavori relativi alla prestazione di servizi? Nel caso particolare il datore di lavoro di uno studio professionale che intende affidare i lavori di pulizia dei locali deve richiedere il DURC all'impresa di pulizie? |
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Sul
provvedimento di sospensione delle attività imprenditoriali |
L'articolo 14 del D. Lgs. n.
106/2009 indica che "limitatamente
alla sospensione dell’attività di impresa, all’accertamento delle violazione
in materia di prevenzione incendi, indicate all’allegato I del presente
decreto, provvede il comando provinciale dei Vigili del Fuoco
territorialmente competente". |
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Sulle
modifiche apportate dal D. Lgs. n. 106/2009 |
Dopo il correttivo D. Lgs. 106/09 al D. Lgs. 81/08 come sono stati modificati i 51 allegati di quest’ultimo? Dove trovo gli stessi eventualmente modificati? Inoltre, stando all’art. 151 del D. Lgs. 106/09 sembrerebbero NON essere stati modificati gli allegati n. 16, 18, 20, 28, 29, 30, 32, 37, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 47, oppure sono stati soppressi? Per i restanti allegati che sono sostituiti dagli stessi del D. Lgs. 106/09 non so quali siano state le modifiche apportate. |
| Sui lavoratori autonomi e sulle imprese familiari |
Nella
risposta al quesito n. 86 si è affermato che il lavoratore autonomo che
svolge l’attività nell’ambito della propria azienda da solo e per proprio
conto non è tenuto alla applicazione delle disposizioni in materia di salute
e di sicurezza di cui al D. Lgs. n. 81/2008. Nella risposta al quesito n. 51
è stato invece sostenuto che sussiste l’obbligo da parte dei lavoratori
autonomi di partecipare ai programmi di formazione e di addestramento nonché
di sottoporsi ai controlli sanitari previsti dallo stesso decreto
legislativo. |
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Con riferimento al D. Lgs. 81/08, un lavoratore autonomo come un parrucchiere, un estetista o qualunque altro prestatore d'opera senza dipendenti deve far verificare il suo impianto elettrico tramite una verifica di terra effettuata dalla USL o da una Società parificata? Quanto sopra viene richiesto in quanto qualche organo di vigilanza richiede che in tali casi ai sensi dell'art. 21 comma 1 lettera a) del D. Lgs. n. 81/2008 enga effettuate la denuncia dell'impianto di terra all'ISPESL e alla USL. |
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I lavoratori autonomi, che compiono opere e servizi ai
sensi dell'art. 2222 del codice civile, sono sicuramente tenuti agli
obblighi previsti dall'art. 21 del D. Lgs. n. 81/2008, a frequentare quindi
un corso di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro ed a
farsi rilasciare un'idoneità sanitaria da un medico competente oltre che ad
utilizzare attrezzature di lavoro e D.P.I. |
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L’art. 21, comma 2 del D. Lgs. 81/2008 dice che i
lavoratori autonomi possono beneficiare della sorveglianza sanitaria
prevista dall’art 41 (visite mediche preventive e periodiche) e partecipare
a corsi di formazione specifici in materia di salute e sicurezza sul lavoro
secondo le previsioni di cui all’art. 37. Che vuol dire questo che per gli
stessi non sussiste l’obbligo di sottoporsi a sorveglianza sanitaria e di
frequentare corsi di formazione? |
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Il quesito riguarda
l’applicazione delle norme D. Lgs. 81/08 alle piccole utenze, quali
esercizi commerciali, artigiani, autonomi, ecc. senza dipendenti, con
un coadiuvante (attività familiari). Non è così chiaro ed implicito il
livello di applicazione della norma, se in termini parziali e/o totali
(redazione Dvr, autocertificazione, obbligo delle figure principali e loro
formazione). Le sarei grato se volesse anticiparci la Sua interpretazione.
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Sulla
formazione dei RSPP e ASPP |
Con riferimento al recente parere favorevole espresso dal Ministero dell'Università in merito alla corrispondenza tra i diplomi di laurea in Ingegneria ed in Architettura vecchio ordinamento e le lauree di cui alle classi indicate nel D. Lgs. n. 81/08 ai fini dell'esonero dalla frequenza dei corsi di formazione per RSPP e ASPP volevo chiederle chi ha usufruito di tale esonero deve comunque frequentare il corso di aggiornamento? |
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Sono un ingegnere civile con la classe di laurea L8 e nel T.U. di cui al D. Lgs. n. 81/2008 si legge che tutti coloro che hanno questo tipo di laurea sono esonerati dal corso RSPP. Cosa significa questo, che pur non essendo obbligato a frequentare il corso di formazione devo comunque sottopormi ad una verifica finale di apprendimento? |
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Sono un ingegnere laureato nel 1999 in ingegneria civile sezione edile vecchio ordinamento (laurea di cinque anni). Vorrei sapere se sono esonerato dalla frequenza dei moduli A e B e se per svolgere l’attività di RSPP mi basta seguire solo il modulo C e gli aggiornamenti del modulo B. |
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Sono laureato in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di lavoro e come tale sono esonerato dalla frequenza dei Moduli A e B. Successivamente ho anche frequentato il Modulo C. Essendo esonerato dalla frequenza del Modulo B ed essendo previsti aggiornamenti obbligatori solo per il Modulo B sono tenuto a seguire tali aggiornamenti o sono parimenti esonerato? |
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Sulla
nomina del medico competente e sulla sorveglianza sanitaria |
Nel caso di una azienda (settore terziario, ad esempio commercio abbigliamento, uffici vari, ecc ) con numero di dipendenti minore di 10, nella quale non vengono svolte attività soggette a sorveglianza sanitaria e non sono presenti particolari rischi o agenti di rischio e nelle quali anche il rischio videoterminale non sussiste (utilizzo inferiore alle 20 ore settimanali) deve essere nominato il medico competente? Ai sensi dell’art. 41 sarei portato a concludere che non lo si debba nominare anche se il D. Lgs 81 configura il MC come un consulente e collaboratore del datore di lavoro. |
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Il Testo Unico impone che il datore di lavoro
tenga conto, nell’affidare i compiti ai lavoratori, delle sue condizioni di
salute ed inoltre che sottoponga i lavoratori stessi alla sorveglianza
sanitaria nei casi previsti dalla legge. Non è una sovrapposizione? Non è
chiaro, inoltre, se l’obbligo di verificare le condizioni del lavoratore
prima di affidargli le mansioni è comunque limitato ai casi per i quali è
obbligatoria la sorveglianza sanitaria o è applicabile a tutte le attività.
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Siamo una società di servizi che si
interessa di sicurezza sul lavoro e desideriamo conoscere un suo parere
sull'interpretazione dell'art. 25 del D. Lgs. n. 81 del 09/04/08 al riguardo
della asserzione "ove necessario" riportata al comma 1 capoverso a)
dello stesso articolo. |
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Sull'obbligo
del rilascio del CPI e sulla sanzione da applicare |
Visto che gli articoli 36 e 37 del D.P.R. 547/1955 sono stati abrogati con l' entrata in vigore del D. Lgs n. 81/2008, come si sanziona ora una azienda la quale è sprovvista del certificato prevenzione incendi? (l'azienda in questione è una conceria di pelli).
Nel
marasma più completo di abrogazioni, modifiche e sostituzioni di leggi non
si capisce che cosa contestare. |
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Sulla istituzione del servizio di prevenzione e
protezione
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Secondo l’art. 31 del D. Lgs. n. 81/2008 si può istituire un unico servizio di prevenzione e protezione nel caso di gruppi di imprese. Non si capisce però come si può mettere in atto praticamente un modello del genere. In altri termini con una soluzione del genere viene da porsi delle domande. Può un datore di lavoro nominare più RSPP o può un datore di lavoro nominare come ASPP una persona esterna alla propria azienda, oppure ancora può una stessa persona essere nominata ASPP da più datori di lavoro? |
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Nel caso di una azienda con meno di 30 lavoratori può il datore di lavoro delegare lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione ed in tal caso il delegato deve frequentare il corso per datori di lavoro (da 16 a 48 ore) oppure il corso per RSPP relativo al macrosettore ATECO di appartenenza? Può la valutazione dei rischi essere effettuata dal delegato? |
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Si chiede una interpretazione del termine “interno” riferita alla figura del RSPP, nei casi per i quali il Testo Unico prevede l'obbligo di avere un RSPP “interno”. In particolare si chiede se si deve ricorrere necessariamente ad un RSPP dipendente o si può ricorrere ad una figura esterna. |
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In una
organizzazione che gestisce diversi istituti che vanno dal Caaf, al
patronato, al Centro di formazione professionale, ecc. è possibile che il
RSPP sia comune a tutti anche se è dipendente di una delle strutture o si
deve istituire un SPP, relativo RSPP e RLS per ogni istituto con i
lavoratori dipendenti da ognuno di essi? |
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Si chiede una interpretazione del termine “interno” riferita alla figura del RSPP, nei casi per i quali il Testo Unico prevede l'obbligo di avere un RSPP “interno”. Il Testo Unico parla espressamente di RSPP interno (non più solo di SPP interno) ma non dà indicazioni su cosa debba intendersi per interno nè parla di “dipendente” o fa riferimento ad altre forme del contratto o rapporto di lavoro. Più esplicitamente il RSPP può essere un co.co.pro? |
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A fronte dell’abrogazione dell’obbligo di comunicare la nomina del RSPP alla D. P. L. ed alla AUSL ex D. Lgs. 626/94 come può oggi l'organo di vigilanza con il Testo Unico verificare l’avvenuta nomina dello stesso da parte del datore di lavoro ai sensi dell’art. 17 lett. b la cui violazione è punita con la sanzione di cui all’art. 55 T.U. (solo con la redazione del documento di valutazione rischi oppure è possibile richiedere una documentazione diversa aggiuntiva?) e come è possibile verificare la certezza della data in cui tale nomina del RSPP sarebbe stata fatta? |
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Sulla formazione degli addetti al montaggio e
smontaggio di ponteggi
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Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale con la circolare n. 3 del 25/01/08 ha prorogato i termini per l’attivazione dei percorsi formativi per gli addetti al montaggio e smontaggio dei ponteggi al 23/02/09. Con l’entrata in vigore dal 15/05/08 del D. Lgs. 81/08 la suddetta scadenza è ancora a febbraio 2009 o la circolare è stata abrogata? |
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Sui
presidi sanitari
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Sono un professionista del settore della sicurezza
e avevo un quesito da porvi in merito al Testo Unico, precisamente riguardo
alle dotazioni di primo soccorso: l'art. 45, comma 2, rinnova la vigenza del
DM 388/03 in merito alle caratteristiche minime delle attrezzature di primo
soccorso (quindi l'obbligatorietà per tutte le aziende di dotarsi almeno di
un pacchetto di medicazione), mentre al paragrafo 5 dell'Allegato IV
(richiamato dall'art. 63) si definisce un limite dimensionale per
l'obbligatorietà dei presidi sanitari. Come si deve interpretare la
questione? |
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Sulla
sicurezza delle macchine
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L’allegato V, parte II, punto 2.5 del D. Lgs. n. 81/2008 richiede che i carrelli elevatori siano dotati di dispositivi per limitare i rischi di ribaltamento. Un cliente della nostra società che si occupa della vendita di carrelli elevatori ci ha richiesto una dichiarazione attestante che la macchina sia conforme, per quanto riguarda i dispositivi di protezione contro il ribaltamento, al D. Lgs. n. 81/2008. E' obbligatorio rilasciare tale dichiarazione o basta consegnare la dichiarazione di conformità CE del costruttore? |
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Nel caso di una macchina marcata CE sulla quale viene riscontrata l’assenza di più requisiti essenziali di sicurezza previsti dal D.P.R. n. 459/1996 va applicata in base al nuovo Testo Unico un’unica contravvenzione e quindi un’unica prescrizione o una contravvenzione per ogni singolo RES risultato mancante? |
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Sui
lavori di demolizione o rimozione amianto
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Nell'art. 256 del D. Lgs n. 81/2008 che riguarda i lavori di demolizione o rimozione dell'amianto al comma 6 si legge che l'invio all'organo di vigilanza del piano di lavoro "sostituisce gli adempimenti di cui all'articolo 50" ma l'articolo 50 dello stesso decreto indica le attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Come si spiega? |
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Sulla
istituzione di un sistema di gestione della sicurezza |
A fronte dell’abrogazione dell’obbligo di comunicare la nomina del RSPP alla D. P. L. ed alla AUSL ex D. Lgs. 626/94 come può oggi l'organo di vigilanza con il Testo Unico verificare l’avvenuta nomina dello stesso da parte del datore di lavoro ai sensi dell’art. 17 lett. b la cui violazione è punita con la sanzione di cui all’art. 55 T.U. (solo con la redazione del documento di valutazione rischi oppure è possibile richiedere una documentazione diversa aggiuntiva?) e come è possibile verificare la certezza della data in cui tale nomina del RSPP sarebbe stata fatta? |
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Sul
campo di applicazione del D. Lgs. n. 81/2008 |
Il D. Lgs n. 25/2002 sulla protezione dei lavoratori dagli agenti chimici pur contenendo delle modifiche al D. Lgs. n. 626/1994 (abrogato) non è stato a sua volta abrogato dal D. Lgs. n. 81/2008. Va considerato ancora 'attivo' o si deve ritenere anche esso abrogato? |
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Mi occupo di consulenza sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ho un quesito da porre: il D. Lgs. 81/2008 prevede una serie di obblighi per i datori di lavoro ma prevede dei tempi per l'attuazione? Mi spiego facendo un esempio: una nuova impresa inizia la sua attività il 10 gennaio. L'11 gennaio viene ispezionata dalla ASL, la quale riscontra una serie di inadempienze, sia documentali che strutturali. Il datore di lavoro giustifica le inadempienze col fatto che l'attività è in fase di start up e che gli interventi sono stati programmati, esibendo un verbale di sopralluogo da parte di un consulente in cui sono elencati gli interventi necessari per la messa a norma della struttura e dell'organizzazione aziendale. In effetti, però, tutto quel che è programmato, ovviamente non è stato ancora attuato. La legge prevede dei tempi di adeguamento? Il datore di lavoro ha l'obbligo di effettuazione di tutti gli adempimenti "preventivamente" rispetto all'inizio dell'attività o può contare su un "periodo finestra" durante il quale effettuare gli interventi necessari? |
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Come deve il datore di lavoro nell’ambito della propria azienda assegnare la funzione di preposto di cui al D. Lgs. n. 81/2008? Con delega scritta e di che tipo o solo verbale? Esiste un modello di delega da utilizzare? |
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Una
pro loco (ente non commerciale) organizza manifestazioni ed eventi culturali
a carattere locale e in alcune occasioni partecipa a manifestazioni esterne
con utilizzo di attrezzature temporanee da campo. Considerato che
l'associazione non ha dipendenti e che tutta l'attività è gestita da
volontari si chiede se la pro loco e per essa il legale rappresentante deve
procedere alla nomina del RSPP, degli addetti all'antincendio e primo
soccorso, deve redigere la valutazione dei rischi ed a quali obblighi
formativi è tenuta? |
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| Sulla responsabilità del responsabile del servizio di prevenzione e protezione. |
Con riferimento ad alcune condanne di responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP) riportate nel repertorio delle sentenze del suo sito si chiede se i RSPP erano dipendenti delle ditte in questione? Nel caso di un infortunio c’è differenza qualora un RSPP è dipendente o è esterno all'azienda? |