Il datore di lavoro risponde dell’infortunio occorso ad un dipendente a causa della mancanza dei requisiti di sicurezza di una macchina a nulla valendo la presenza sul macchinario stesso della marcatura di conformità CE apposta dal costruttore.
Dirigere gli operai e impartire istruzioni sulle lavorazioni da eseguire individuano una condotta che può essere correttamente collocata nel ruolo del preposto con l’assunzione quindi di una posizione di garanzia per la sicurezza dei lavoratori.
Confermato dalla Cassazione il concorso di responsabilità fra datore di lavoro e l’operatore di un apparecchio di sollevamento per l’infortunio occorso ad un dipendente dell’azienda investito dalla benna durante la movimentazione dei carichi.
All’ispettore dell’organo di vigilanza non può essere precluso nella sua deposizione quale testimone in fase dibattimentale di esprimere apprezzamenti e valutazioni personali sui fatti oggetto della deposizione medesima.
In materia antinfortunistica l’obbligo del datore di lavoro committente di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro si estende anche ai soggetti che prestano la loro attività in via autonoma ed a coloro che comunque vi accedono legittimamente.
Confermati dalla Cassazione gli arresti domiciliari di un committente per non aver verificato gli adempimenti del coordinatore e per aver consentito, ingerendosi tra l'altro pesantemente, l'effetttuazione di alcuni lavori di demolizione ai quali è stato ricollegato il crollo di un edificio contiguo con il decesso di varie persone.
Il CSE ha l’obbligo di vigilare sulla correttezza delle procedure attuate in cantiere al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori e di intervenire ad adottare eventuali provvedimenti in caso di utilizzo di attrezzature non previste dal PSC.
Laddove ci sia un responsabile della sicurezza è questi che si deve attivare per il rispetto delle norme antinfortunistiche fermo restando l’obbligo comunque del datore di lavoro di vigilare in ordine al corretto espletamento della sua attività.
In tema di prevenzione infortuni ed igiene del lavoro il termine di trenta giorni entro il quale deve avvenire il pagamento della somma determinata a titolo di oblazione amministrativa ha natura perentoria ed improrogabile.
Nel caso in cui gli ispettori del lavoro procedono ad accertamenti amministrativi e non svolgono attività di indagini preliminari non vengono applicate le norme garantiste dettate dal c.p.p. in merito alla presenza dei difensori.
E’ soggetta a sanzione non solo l’omessa redazione del piano di sicurezza e di coordinamento per i cantieri temporanei o mobili ma anche la violazione di quelli che ex lege devono essere i contenuti minimi di cui all’allegato XV del D. Lgs. 81/2008.
L’omissione di condotte doverose in relazione alla funzione di RSPP o ASPP realizza la violazione dell’intero sistema antinfortunistico né ha alcuna rilevanza la mancanza della previsione di una sanzione per la violazione del sistema stesso.
Il lavoratore, ai sensi delle disposizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro, deve prendersi cura della propria salute e sicurezza ma tale obbligo può essere assolto conformemente alle istruzioni e ai mezzi fornitigli dal datore di lavoro.
La responsabilità del datore di lavoro va totalmente esclusa se l’infortunio accaduto ad un lavoratore normalmente esperto è causato da una sua manovra estremamente pericolosa e non necessaria per il compito assegnatogli.
Il datore di lavoro, nell’ambito della vigilanza sui fabbricanti, fornitori e installatori di attrezzature di lavoro prevista dall’art. 18 del D. Lgs. n. 81/2008, è tenuto a verificare la sicurezza delle macchine introdotte nella propria azienda.
Il fallimento di una società ai fini dell’estinzione della sanzione amministrativa prevista dal D. Lgs. n. 231/01 non è equiparabile alla morte del reo. Annullata dalla Cassazione la sentenza di assoluzione di una società per non luogo a procedere.
La delega delle funzioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro poste a carico del datore di lavoro non può ritenersi implicitamente presunta dalla ripartizione interna all’azienda dei compiti assegnati o dalle dimensioni dell’impresa stessa.
Una condotta maldestra, inavvertita, scoordinata e confusionale da parte del lavoratore per effetto dell’ebbrezza alcolica equivale, ai fini dell’individuazione delle responsabilità nel caso di infortunio sul lavoro, ad un comportamento imprudente.
In una mancata o insufficiente valutazione dei rischi fatta dal datore di lavoro nella propria azienda si profila una precisa condotta omissiva da parte dello stesso che comporta in caso di un infortunio ad esse associabile una sua specifica colpa.
La pena pecuniaria inflitta al legale rappresentante di una società per la responsabilità amministrativa legata ad un infortunio sul lavoro con lesioni gravi non può superare il massimo edittale. La cassazione interviene a ridimensionare la pena.
Il datore di lavoro non è responsabile per un infortunio occorso ad un lavoratore se lo stesso è stato determinato da una situazione di pericolo legata ad un comportamento del lavoratore “atipico” rispetto all’usuale procedimento lavorativo.
In materia di prevenzione antinfortunistica il capo reparto, anche in assenza di una formale delega in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, ha di per sè attribuzioni e obblighi che sono riconducibili a quelli propri della figura del preposto.
Nella Pubblica Amministrazione il datore di lavoro è per legge il dirigente o il funzionario avente autonomia organizzativa ai quali spettano i poteri gestionali, decisionali e di spesa e non è necessaria alcuna delega da parte dell’amministrazione.
Il committente nei cantieri temporanei assume una posizione di garanzia particolarmente ampia in quanto è tenuto ad effettuare oltre che verifiche formali anche controlli sostanziali sulla sicurezza dei lavoratori e sulla condotta dei coordinatori.
Mettere a disposizione di un lavoratore un dispositivo individuale di protezione inadeguato allo stesso e quindi inutilizzabile allo scopo equivale in sostanza a non fornirgli alcun DPI con conseguente violazione del relativo obbligo.
Il direttore dei lavori, in relazione al potere di sospensione o di interdizione dei lavori in caso di una evidente pericolosità e di violazioni della buone regole dell’arte, assume anche una posizione di garanzia in materia di sicurezza sul lavoro.
Il committente risponde dell’infortunio di un lavoratore della ditta appaltatrice se risulta che la mancata presenza di un coordinatore che era obbligato a nominare ha avuto una chiara efficienza causale nella determinazione dell’evento infortunistico.
In caso di distacco dei lavoratori gli obblighi in materia di salute e di sicurezza sul lavoro incombono sia sul datore di lavoro che ha disposto il distacco stesso che sul beneficiario della prestazione del lavoratore distaccato.
Il POS deve contenere disposizioni specifiche in relazione alle diverse attività che devono essere svolte nel cantiere temporaneo o mobile, tali da rendere attuabili gli obiettivi del PSC, e non deve costituire una mera riproduzione dello stesso.
Se vi sono più titolari di una posizione di garanzia ciascun garante risulta per intero destinatario dell’obbligo di impedire un evento fino a che non si esaurisca il rapporto che ha legittimato la costituzione della singola posizione di garanzia.
Le norme antinfortunistiche non sono dettate soltanto per la tutela dei lavoratori ma anche a tutela dei terzi che per una qualsiasi ragione dovessero accedere nei luoghi di lavoro ove vi sono macchine che possono essere causa di eventi dannosi.
L'individuazione dei destinatari degli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita ma sulle funzioni in concreto esercitate. Ribadito con l’art. 299 un principio già da tempo affermato dalla Cassazione.
Individuata dalla Cassazione la responsabilità anche del venditore di una macchina marcata “CE” se presso la stessa accade un infortunio sul lavoro dovuto ad una inadeguatezza dei sistemi di protezione palesemente percepibile ed “ictu oculi”.
L’estinzione del reato contravvenzionale ex D. Lgs. 758/1994 per avvenuto e tempestivo pagamento della sanzione amministrativa ridotta si applica anche nel caso in cui a versare la somma non sia stato il contravventore ma la società alla quale lo stesso appartiene.
La posizione di garanzia di un datore di lavoro non implica automaticamente la sua responsabilità. Questa non sussiste se lo stesso ha svolto la sua azione di vigilanza e se la colpa per un evento lesivo di un lavoratore è da addebitare al medico competente.
Il datore di lavoro non può basarsi esclusivamente sulla esperienza pratica dei lavoratori ma ha il dovere di provvedere ad una loro formazione adeguata e connessa strettamente all’esito della valutazione dei rischi che gli stessi possono correre.
Il direttore tecnico di cantiere e il capocantiere sono inquadrabili, ai fini della applicazione delle norme in materia tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, nel modello legale rispettivamente del dirigente e del preposto.
Il lavoratore, per disposizione di legge, ha l’obbligo di prendersi cura dell’altrui ma anche della propria sicurezza. La violazione di tale obbligo determina una “colpa specifica” per eventuali danni subiti sia dallo stesso che da terze persone.
Il datore di lavoro, qualora non sia possibile evitare la movimentazione manuale dei carichi, deve adottare misure organizzative necessarie o utilizzare mezzi appropriati allo scopo di ridurre al minimo il rischio che tale movimentazione possa comportare.
La responsabilità penale diretta del datore di lavoro per l’inosservanza di norme antinfortunistiche non è esclusa per il solo fatto che lo stesso abbia designato il RSPP giacché tale designazione non equivale ad una delega di funzioni.
L’osservanza delle misure di sicurezza è finalizzata anche a prevenire errori e violazioni da parte del lavoratore non essendo imprevedibile un suo comportamento negligente ed imperito che abbia contribuito alla verificazione del suo infortunio.
Per luogo di lavoro, tutelato dalla normativa antinfortunistica, deve intendersi qualsiasi posto in cui il lavoratore acceda, anche solo occasionalmente, per svolgervi concretamente la propria attività nell’ambito delle mansioni affidategli.
L’esonero dell’obbligo di redigere il PSC per gli interventi urgenti previsto dalle disposizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro nei cantieri edili opera nel caso che i lavori siano non solo avviati ma anche terminati nell’immediatezza.
La causa estintiva dei reati contravvenzionali in materia di prevenzione degli infortuni ex D. Lgs. 758/1994 non opera nel caso di pagamento della sanzione amministrativa oltre i 30 giorni avendo tale termine natura perentoria e non ordinatoria.
Il datore di lavoro, pur a fronte di una delega corretta, risponde comunque in caso di carenze antinfortunistiche non già occasionali o meramente operative bensì strutturali e addebitabili a scelte di carattere generale della politica aziendale.
Il datore di lavoro ed il preposto delle imprese esecutrici sono tenuti in primo luogo ad attuare le norme antinfortunistiche. Il coordinatore per l’esecuzione ha solo una funzione di alta vigilanza che riguarda la configurazione generale delle lavorazioni.
Il datore di lavoro è tenuto ad accertare la rispondenza ai requisiti di legge dei macchinari utilizzati e ad osservare le norme antinfortunistiche indipendentemente da carenze altrui e da certificazioni pur provenienti da autorità di vigilanza.
L’obbligo da parte del datore di lavoro di assicurare al lavoratore una formazione adeguata in materia di sicurezza sul lavoro va riferito a tutte le singole mansioni che lo stesso è chiamato a svolgere e a tutti i rischi che può correre.
Il preposto, in quanto delegato alla diretta sorveglianza dei lavoratori a lui affidati, anche se non viene richiesta una sua presenza continua sul posto di lavoro, è comunque tenuto ad una costante vigilanza sull’operato dei lavoratori stessi.
E’ consolidata la posizione della Cassazione sulla individuazione del committente quale organizzatore della sicurezza nei cantieri edili e sulla necessità di una delega nel caso volesse trasferire a un responsabile dei lavori i suoi obblighi.
La figura del RSPP non corrisponde a quella, meramente eventuale, di delegato per la sicurezza poichè a questi il potere e le responsabilità gravanti originariamente sul datore di lavoro possono essere trasferiti solo con modalita’ rigorose.
Ancora una sentenza della Corte di Cassazione che richiama ad una corretta applicazione delle procedure in fase amministrativa del procedimento penale previste dal D. Lgs. n. 758/1996 sul sistema sanzionatorio in materia di sicurezza sul lavoro.
In tema di normativa antinfortunistica il datore di lavoro, pur a fronte di una delega corretta, non è esente da responsabilità se le carenze in materia di sicurezza sono legate a scelte di politica aziendale ovvero a fattori strutturali.
Se sono presenti più titolari di una posizione di garanzia con riferimento al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro ciascuno deve ritenersi per intero destinatario degli obblighi giuridici di impedire un evento infortunistico.
Individuato il concorso di colpa fra il responsabile di una ditta committente e quello dell’impresa appaltatrice per un incidente occorso ad un lavoratore dell’appaltante investito, mentre circolava in bicicletta, da un mezzo dell’appaltatore.
E' sufficiente, ai fini della verifica tecnico-professionale della ditta appaltatrice da parte del committente, l’accertamento della sua iscrizione alla camera di commercio se a seguito di tale controllo emerge che la stessa non ha dipendenti.
Non è automatica la responsabilità di un committente privato per un infortunio occorso ad un lavoratore nel corso di un contratto di prestazione d’opera. La stessa deve essere supportata dalla mancanza di elementi fattuali rilevanti.
Possono essere ritenute inattendibili le testimonianze rese da testi nel corso del procedimento e non credibili le argomentazioni della difesa se le stesse non trovano di fatto un riscontro probatorio in elementi acquisiti nel corso delle indagini.
Il documento di valutazione dei rischi deve essere sempre aggiornato e pertinente alle condizioni di svolgimento delle attività lavorative esistenti in una azienda al fine di garantire nel tempo il miglioramento dei livelli di sicurezza sul lavoro.
Datore di lavoro “giuslavoristico” e datore di lavoro “sostanziale”. Ribadita dalla giurisprudenza i caratteri di differenziazione fra tali figure, gli elementi per una loro precisa individuazione e i limiti delle loro rispettive responsabilità..
Il direttore dei lavori assume una posizione di garanzia in materia di sicurezza sul lavoro nei confronti dei lavoratori allorquando in posizione di supremazia impartisce agli stessi con continuita’ ordini e direttive anche in materia di sicurezza.
Confermato dalla Corte di Cassazione: la mancanza della prova della notifica al datore di lavoro del verbale di prescrizioni redatto dall’organo di vigilanza o che sia venuto a conoscenza e’ motivo di annullamento della sentenza di condanna.
La delega di funzioni non comporta di per sè sempre l’esonero di responsabilità del datore di lavoro che ha comunque l’obbligo di vigilare costantemente sul delegato e che risponde in caso di omessa verifica o di errata scelta dello stesso.
L’affidamento in appalto ad un lavoratore autonomo è tale se lo stesso è fornito delle attrezzature e dell’organizzazione necessarie per svolgere il proprio lavoro in assoluta autonomia e senza alcuna ingerenza da parte del committente.
Fra le figure intermedie nell’ambito di una azienda il legislatore ha previsto anche quella del dirigente chiamato a rispondere, sia pure ad un livello inferiore rispetto al datore di lavoro, dell’attuazione delle misure di sicurezza sul lavoro.
L’impresa affidataria ha il compito di coordinare le varie imprese subappaltatrici che operano in cantiere e di garantire la sicurezza dei suoi lavoratori oltre che di cooperare con le stesse. In mancanza assume un comportamento negligente.
L’incertezza e la sussistenza, nel caso di un infortunio sul lavoro, di diverse ipotesi in merito alla dinamica dell’accaduto, tutte ugualmente possibili e nessuna confutabile, è motivo di una pronuncia assolutoria da parte dell’organo giudicante.
Evidenziati dalla Cassazione i criteri di distinzione tra il datore di lavoro in senso giuslavoristico e il datore di lavoro o i datori di lavoro di fatto di piu’ unità produttive ai quali vanno addebitate le responsabilità prevenzionistiche.
La formazione ed informazione dei lavoratori vanno impartite specificatamente e opportunamente documentate. Non è assolutamente sufficiente che i lavoratori assumano “sul campo” generiche informazioni da parte di colleghi di lavoro.
Ritenuto responsabile e condannato un lavoratore dipendente di una azienda per l’omessa adozione di misure di sicurezza atte ad evitare pericoli di incendio per l’uso di un apparecchio a fiamma libera fatto in vicinanza di un serbatoio di gpl.
Le misure di sicurezza adottate a seguito della valutazione dei rischi presenti in una azienda possono essere migliorative e non devono scendere mai al di sotto di quelle previste dalle specifiche disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Il committente titolare del cantiere ricopre nell’ambito dello stesso un ruolo direttivo e ha l’obbligo di curare il coordinamento degli interventi delle imprese esecutrici al fine di garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti i lavoratori.
Nel caso di un infortunio legato ad una carenza strutturale e non organizzativa la responsabilità grava sul datore di lavoro e non su altre figure intermedie a meno che queste non siano state dotate di una delega munita dei requisiti di legge.
Il direttore dei lavori per conto del committente non può essere chiamato a rispondere dell’osservanza delle norme antinfortunistiche salvo che non risulti accertata in modo inequivoco una sua ingerenza nella organizzazione del cantiere.
La responsabilità del datore di lavoro non e affatto esclusa per il solo fatto di aver designato nella sua azienda un responsabile della sicurezza. lo stesso risponde anche di eventuali manchevolezze del dvr sottoforma di “culpa in eligendo”.
Il datore di lavoro è tenuto a migliorare la segnaletica di avvertimento dei pericoli esistenti nei luoghi di lavoro alla luce delle disposizioni di legge che impongono l’eliminazione o la riduzione al minimo possibile dei rischi aziendali.
La figura del coordinatore assume una posizione di garanzia che non si sovrappone a quella di altri soggetti ma ad essi si affianca con compiti di coordinamento e controllo per offrire la massima incolumità dei lavoratori operanti in cantiere.
L’attrezzaggio di una macchina con modalità incongrue rispetto alla singola lavorazione non rientra fra i compiti di controllo del datore di lavoro ma è da riportare alla posizione di garanzia che caratterizza la responsabilita’ del preposto
Confermata dalla cassazione una posizione gia’ assunta precedentemente sulla applicazione del D. Lgs. n. 758/1994. L’organo di vigilanza può e non e’ tenuto ad impartire la prescrizione in presenza di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Il responsabile delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro ha l’obbligo di un continuo e completo aggiornamento imposto sia dalle disposizioni vigenti in materia che dall’applicazione dell’articolo 2087 del codice civile.
L’obbligo del datore di lavoro di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro non è limitato ai suoi lavoratori subordinati ma si estende anche ai soggetti che prestano il loro lavoro a suo favore in via autonoma.
Il coordinatore per l’esecuzione presenta funzioni e obblighi riconducibili al debito di sicurezza e ben puo’ ritenersi persona investita di una posizione di garanzia anche se fra i suoi obblighi non vi e’ quello della presenza continua in cantiere.
Il committente datore di lavoro nel caso di un appalto interno è per legge il coordinatore della cooperazione con l’appaltatore e puo’ rispondere in solido con l’appaltatore stesso nel caso di un infortunio occorso ad un suo dipendente.
In materia di sicurezza sul lavoro il lavoratore risponde del suo comportamento e delle conseguenze ad esso connesse nel caso in cui lo stesso è esorbitante rispetto al normale procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute.
La condotta di mobbing del datore di lavoro deve essere provata dal dipendente ed in ogni caso determinati comportamenti non possono essere qualificati come mobbing se è dimostrato che vi è una ragionevole e alternativa spiegazione.
Condannato un medico competente per la sua negligente ed insufficiente collaborazione con il datore di lavoro nella valutazione dei rischi aziendali cosi’ come richiesta dalla normativa posta a salvaguardia della incolumità dei lavoratori.
Il coordinatore per la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, in ossequio ai principi vigenti in materia di sicurezza sul lavoro assume una autonoma ed indipendente posizione di garanzia che si affianca a quella di altri soggetti obbligati.
La qualifica di preposto e l’attribuzione allo stesso delle funzioni prevenzionistiche devono essere riconosciute con riferimento alle mansioni realmente svolte nell’impresa ed a prescindere da formali qualificazioni giuridiche.
La posizione di garanzia del dirigente pubblico in materia di salute e sicurezza sul lavoro e’ insita nelle sue funzioni accompagnate dal potere gestionale e dai poteri decisionale e di spesa a prescindere da qualsiasi atto di delega.
Il datore di lavoro della ditta appaltatrice assume una posizione di garanzia e di controllo dell’integrità fisica anche dei lavoratori dipendenti dal subappaltatore e può rispondere del comportamento antigiuridico da questi tenuto.
Il lavoratore risponde dell’infortunio occorso ad un altro lavoratore, se ha violato le norme generali di prudenza e di perizia, a prescindere dall’esistenza o meno di un rapporto di subordinazione dell’uno rispetto all’altro.
Sussiste continuità normativa fra le disposizioni di sicurezza abrogate in materia di prevenzione incendi e quelle previste dal vigente testo unico e non v’è “abolitio criminis” per il reato di detenzione di prodotti incendiabili senza il CPI.
L’individuazione della figura del datore di lavoro non si fonda tanto sulla presenza di un rapporto di lavoro quanto sulla responsabilità di una organizzazione di impresa e sulla sua titolarità di fatto dei poteri decisionali e di gestione.
Il capocantiere, anche in assenza di una formale delega in materia di salute e sicurezza sul lavoro, è destinatario diretto dell’obbligo di verificare che i lavori in cantiere vengano svolti in applicazione delle norme antinfortunistiche.
Il datore di lavoro di una impresa che ha concesso una autogrù con “nolo a caldo” risponde dell’infortunio occorso durante le operazioni di scarico ad un lavoratore dipendente della ditta che ha provveduto a noleggiare il mezzo.
L’uso dei dispositivi di protezione collettiva è prioritario rispetto a quello dei dispositivi di protezione individuale. Il mancato uso di un DPC costituisce colpa nel caso di un infortunio sul lavoro collegato all’utilizzo di un DPI inadeguato.
Il datore di lavoro non può trasferire con una delega le sue responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro nei confronti di terzi diversi dai suoi lavoratori dipendenti. Il caso riguarda il costruttore e gli utilizzatori di una macchina.
L’operato del coordinatore per l’esecuzione deve mirare, tramite opportune azioni di coordinamento, ad un effettivo controllo, anche se non necessariamente costante, della applicazione da parte delle imprese delle disposizioni del PSC e dei POS.
Assunta ormai dalla Cassazione una consolidata posizione sulla individuazione della responsabilità penale del RSPP a seguito di un infortunio occorso ad un lavoratore in una azienda per conto della quale presta la propria attività prevenzionistica.
Il datore di lavoro risponde in maniera esclusiva dell’infortunio occorso all’operatore di una macchina marcata ce se legato ad un rischio subentrato per una modifica apportata alle sue caratteristiche costruttive originarie.
La Corte di Cassazione penale si esprime in merito al comportamento che il datore di lavoro deve tenere nella gestione della propria azienda ai fini della applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Deve avere la “forma mentis” del garante della sicurezza ed attivarsi a controllare l’operato dei lavoratori con continua diligenza fino alla “pedanteria”.
La Corte di Cassazione penale si è espressa questa volta sull’obbligo di formazione ed informazione dei lavoratori da parte del datore di lavoro e sulle caratteristiche che tali istituti devono assumere perche’ siano ritenute idonei ed efficaci.
Confermata la corresponsabilita’ del coordinatore e dell’impresa affidataria e la loro posizione di garanzia nei confronti delle ditte appaltatrici che possono venire a trovarsi ad operare nell’esecuzione dei lavori in un cantiere edile.
IL CONCORSO DI COLPA DEL LAVORATORE NON PUO’ CERTAMENTE ESSERE ESCLUSO NEL MOMENTO IN CUI LO STESSO TIENE UN COMPORTAMENTO CHE, ANCHE SE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO ABNORME, VA A TRAVALICARE LA MERA ESECUZIONE DEI LAVORI AFFIDATI.
IL COORDINATORE PER L’ESECUZIONE SE NEL CORSO DEI LAVORI DOVESSERO VERIFICARSI DELLE VARIAZIONI CHE POSSONO INTRODURRE NUOVI RISCHI E’ TENUTO AD ADEGUARE IL PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO ED A SOSPENDERE EVENTUALMENTE I LAVORI.
Il privato cittadino che compie dei lavori in economia nella propria abitazione e che si avvale della mano d’opera sia pure di un lavoratore autonomo assume, ai fini della applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, una posizione di garanzia nei suoi confronti.
La Corte di Cassazione con riferimento a precedenti proprie contrastanti espressioni in merito fa il punto sulla procedibilità o meno dell’azione penale nel caso di mancata prescrizione di regolarizzazione da parte dell’organo di vigilanza.
Il datore di lavoro e’ tenuto ad assicurarsi che il sistema di sollevamento in uso nei cantieri edili a mezzo di carrucola a mano e fune dotata di gancio sia idoneo con riferimento all’eventuale possibile sganciamento del carico.
Il datore di lavoro non puo’ affidarsi all’aspettativa che il lavoratore non abbia un comportamento imprudente né puo’ giustificare un proprio mancato suo controllo con il fatto che lo stesso stia svolgendo un lavoro di breve durata.
VI E’ MERA SUCCESSIONE DI LEGGI NEL TEMPO E CONTINUITA’ NORMATIVA TRA IL D. LGS. N. 81/2008 E LA PRECEDENTE DISCIPLINA DI PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI SUL LAVORO. NELLA SENTENZA VENGONO CITATE DALLA SUPREMA CORTE NUMEROSE CORRISPONDENZE FRA VECCHIE E NUOVE DISPOSIZIONI.
SE ANCORA SUSSISTONO DEI DUBBI SULLA RESPONSABILITA' O MENO DELLA FIGURA DEL RSPP QUEST'ULTIMA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SERVE A DIPANARLI. IL RSPP E' CONSIDERATO SOLO UNO STRUMENTO DEL DATORE DI LAVORO ED OPERA COME CONSULENTE DELLO STESSO. NON PUO' QUINDI VENIRE CHIAMATO A RISPONDERE DIRETTAMENTE DEL SUO OPERATO PERCHE' DIFETTA DI UN EFFETTIVO POTERE DECISIONALE.
IL CSE NEI CANTIERI TEMPORANEI O MOBILI NON HA IL COMPITO SOLO DI ORGANIZZARE IL LAVORO FRA LE DIVERSE IMPRESE MA DEVE ANCHE VIGILARE CHE ESSE ATTUINO LE PRESCRIZIONI DI SICUREZZA DEL PSC. NON V’E’ DUBBIO CHE IN TALE VESTE ASSUME UNA POSIZIONE DI GARANZIA
UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SULLA APPLICAZIONE DELL'ART. 26 DEL D. LGS. N. 81/2008. IL COMMITTENTE DEVE ASSICURARSI CHE LA DITTA APPALTATRICE SIA IN POSSESSO DELLE CAPACITA' TECNICHE ED ORGANIZZATIVE PER REALIZZARE I LAVORI APPALTATI RISPETTANDO LE NORME DI SICUREZZA.
Il datore di lavoro risponde di infortunio occorso durante il montaggio di un ponteggio nel caso in cui non si sia avvalso della presenza di un preposto specializzato incaricato di sovrintendere i lavori.
L’applicazione delle misure di sicurezza sul lavoro serve anche per evitare un errore umano possibile e prevedibile se esso è rientrante in un normale contesto lavorativo.
Per la serie “le responsabilità di fatto” e con riferimento all’esercizio in concreto dei poteri direttivi di cui all’art. 299 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro questa è volta del capocantiere di fatto.
DI CHI E' LA RESPONSABILITA' PER UN INFORTUNIO SUL LAVORO OCCORSO AD UN MANOVRATORE DI UNA MACCHINA OPERATRICE CONCESSA CON NOLO A CALDO? IN UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE ADDEBITATA LA RESPONSABILITA' AL RAPPRESENTANTE LEGALE CHE HA PROVVEDUTO A NOLEGGIARE IL MEZZO.
Dalla Corte di Cassazione una analisi sui ruoli e le responsabilita’ delle varie figure interessate alla sicurezza operanti nei cantieri edili. Definito il rapporto fra committente, responsabile dei lavori, coordinatore ed appaltatore.
E’ ESCLUSA LA RESPONSABILITA’ DEL COSTRUTTORE PER UN INFORTUNIO ACCADUTO PRESSO UNA MACCHINA ALLORCHE’ RISULTI CHE L’UTENTE DATORE DI LAVORO ABBIA APPORTATE DELLE TRASFORMAZIONI TALI DA ESSERE CONSIDERATE DA SOLE SUFFICIENTI A DETERMINARE L’EVENTO.
IL RSPP NON RIVESTE UNA POSIZIONE DI GARANZIA E NON PUO’ DIRETTAMENTE INTERFERIRE PER RIMUOVERE LE SITUAZIONI DI RISCHIO. LO STESSO IN CASO DI INFORTUNI PUO’ ESSERE CHIAMATO A RISPONDERE QUANDO SONO RICONDUCIBILI AD UNA SUA OMESSA SEGNALAZIONE.
Esiste una piena continuita’ normativa tra le prescrizioni di igiene del lavoro gia’ contenute nel D.P.R. n. 303/1956 e quelle corrispondenti del d. lgs. n. 81/2008. Esclusa l’abolitio criminis invocata dalle parti ricorrenti.